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Protocollo Montilla: intervista a Pasquale Montilla

Protocollo Montilla: intervista a Pasquale Montilla

Protocollo Montilla: tutela della salute e protezione alla contaminazione

Pasquale Montilla, oncologo medico, impegnato nella cura delle vittime dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e di altre sostanze tossiche, cui sono stati esposti, i nostri militari impegnati nelle ‘missioni di pace’. Siamo di fronte alle vittime della pace, una strage silenziosa contro cui si leva l’oncologo Calabrese.

Partendo dal presupposto dello screening tossicologico, secondo le linee guida internazionali di tossicologia clinica applicata e descrittiva, si andrà a cambiare prospettiva nel metodo scientifico e nell’approccio sanitario.

L’oncologo Montilla, con il suo approccio onco-tossicologico, dimostra che i cancerogeni possono essere identificate su specie umana e non solo con indagini retrospettive ma identificando in prospettiva le sostanze che possono provocare mutazioni. Questo rappresenta un modello sperimentale di trattamento clinico utilizzando tecniche avanzate di diagnosi di nanotecnologia per avere analisi complete sui militari italiani contaminati da metalli tossici e radioattivi.

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, persegue la tutela della salute e dell’ambiente, attraverso la prevenzione primaria: evitare ogni forma di esposizione ad amianto, e ad altri agenti patogeni, cancerogeni e tossico nocivi, in modo tale che si possano evitare alla radice danni alla salute, e solo in seconda battuta la prevenzione secondaria, e cioè la diagnosi precoce, e le cure più efficaci, alimentate dalla ricerca scientifica.

Secondo il dottor Pasquale Montilla cita le fasi del trattamento cui sottoporre i pazienti contaminati.

Le fasi sono essenzialmente tre:

Prima fase: vengono ricercati biomarcatori e agenti cancerogeni nei pazienti tramite esami tossicologici mirati. Poi si procede al trattamento terapeutico con agenti farmacologici specifici che servono alla detossificazione dei soggetti. Il tutto viene eseguito in cicli per una maggiore efficienza.

Seconda fase: viene controllato il quadro clinico del paziente e il risultato ottenuto dalla prima fase.

Terza fase: sulla base delle nuove tecniche di tossicogenomica e di genetica molecolare è rappresentata dalla valutazione del potenziale rischio di mutazioni genetiche subite attraverso l’uso di test genetici mirati.

Sostenibilità dei costi

Il costo dei farmaci proposti è assolutamente sostenibile. Questo è il vero punto della faccenda del contingente dei militari italiani contaminati dai metalli tossici e dai nucleotidi radioattivi.

L’intervista

Dott. Montilla, per quale motivo ha aderito all’ONA?
Ho aderito all’ONA perché è l’unica associazione organizzata nel territorio nazionale a tutela delle vittime di amianto, uranio impoverito, radon e altri agenti tossico-nocivi che stanno provocando la morte di migliaia di esseri umani ogni anno. Non sono risparmiati, anzi, sono duramente colpiti, coloro che hanno svolto missioni all’estero in territori contaminati, a causa dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, che hanno polverizzato carrarmati, installazioni e quindi dissolto in nanoparticelle amianto, etc., con conseguente inalazione e danno alla salute. Per questi motivi, e per la meritoria azione dell’ONA ho aderito, offrendo all’Avv. Ezio Bonanni la possibilità di estendere le prestazioni medico sanitarie gratuite per gli associati e anche per i non associati (l’ONA infatti è una ONLUS che assicura assistenza medica gratuita). Poi confidiamo anche nell’impegno diretto dell’Avv. Ezio Bonanni per ottenere il risultato di riconoscimento di vittima del dovere e risarcimento dei danni.

Dott. Montilla, quali saranno le sue attività nell’ONA?
Sono già inserito nell’organizzazione dell’ONA, molto presto i pazienti saranno visitati anche presso l’Ambulatorio medico legale di Cisterna di Latina, diretto dal Dott. Arturo Cianciosi, medico legale e medico del lavoro, e agirò in collaborazione con il Prof. Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale e capitano della ricerca dell’ONA, che contribuisce alla ricerca scientifica in un percorso internazionale in relazione al mesotelioma e alle altre patologie asbesto correlate. Ora l’ONA si fortifica anche nella terapia, oltre che nella ricerca per quanto riguarda la detossicazione da metalli pesanti e/o materiali – sostanze radioattive, provenienti comunque dalla catena di decadimento dell’uranio.